L’articolo pubblicato sul Journal of Food Protection dal titolo “Intentional Adulteration of Foods with Chemicals: Snapshot for 2009–2022” evidenzia i risultati di uno studio che ha analizzato i casi, avvenuti a livello globale, di contaminazione intenzionale di alimenti con agenti chimici tossici. Lo studio considera i casi pubblicati dalla stampa in un arco temporale che va dal 2009 al 2022 valutandone la capacità di causare danni alla salute pubblica su larga scala.
Sono stati identificati complessivamente 76 eventi di contaminazione intenzionale che hanno coinvolto oltre 27 diverse sostanze chimiche e 16 alimenti. Le sostanze chimiche utilizzate includevano pesticidi, veleni per topi, droghe illecite e sostanze chimiche di tipo commerciale.
Sono stati attribuiti ad eventi di adulterazione intenzionale complessivamente 253 decessi e 4.887 situazioni di danni alla salute umana: ci sono stati decessi nel 20% degli eventi di adulterazione intenzionale e danni alla salute nel 50% degli stessi.
L’articolo mette in evidenza gli ambiti di accadimento di questi eventi sottolineando come:
- le fasi di produzione industriale si sono rivelate critiche in quanto durante i processi industriali sono stati individuati 21 eventi (ovvero il 28% dei 76 eventi complessivi) che hanno causato ben 205 decessi (ovvero l’81% dei 253 decessi complessivi) e 3.572 situazioni di danni alla salute (ovvero il 73% dei 4.887 casi di danni alla salute segnalati);
- nel “food preparation node” vi sono stati 17 eventi (ovvero il 22% dei 76 eventi complessivi) che hanno causato 39 decessi (ovvero il 15% dei 253 decessi complessivi) e 387 situazioni di danni alla salute (ovvero l’8% dei 4.887 casi di danni alla salute segnalati);
- presso le aziende agricole vi sono stati 8 eventi (circa il 10% dei 76 eventi complessivi) che non hanno causato decessi ma 843 situazioni di danni alla salute (ovvero il 17% dei 4.887 casi di danni alla salute segnalati).
E’ molto interessante sottolineare che gli autori identificati per questi eventi avevano generalmente un legittimo accesso ai prodotti alimentari benché nel 63% dei casi studiati l’autore non sia stato identificato.
Nel corso dell’articolo sono forniti anche i seguenti dati:
- tipologia di prodotti alimentari contaminati e numero di eventi di adulterazione ad essi associati;
- tipologia di prodotti chimici utilizzati nei processi di contaminazione;
- tipologia di identità di chi ha compiuto l’atto di adulterazione e tipologie di motivazione che hanno portato a compiere l’atto;
- tabelle di correlazione fra eventi, aree geografiche di accadimento e tipologie di motivazione che hanno portato a compiere l’atto;
- tabelle di correlazione fra numero di morti, tipologia di prodotti chimici utilizzati ed aree geografiche di accadimento;
- tabelle di correlazione fra numero di persone che hanno avuto problemi di salute, tipologia di prodotti chimici utilizzati ed aree geografiche di accadimento.
Nelle conclusioni si evidenzia che il fattore principale nella scelta della sostanza chimica sembra essere stato la facilità di accesso alla sostanza stessa. Sono stati utilizzati sia pesticidi che rodenticidi, droghe illecite, farmaci e sostanze chimiche commerciali.
Si rimanda per ulteriori approfondimenti all’articolo in oggetto.

