L’International Dairy Federation (IDF) ha pubblicato lo scorso 10 luglio una scheda informativa dal titolo Control of Chlorine and Hypochlorite residues in the dairy chain nella quale ha evidenziato i rischi legati alla presenza di residui di cloro e ipoclorito nel latte e nei suoi derivati, dovuti ad un uso improprio di prodotti igienizzanti nella filiera lattiero-casearia, sia nel settore della produzione primaria che in quello della trasformazione casearia.
Vi sono alcuni elementi chiave richiamati dalla pubblicazione:
- il contesto: i composti clorurati sono ampiamente usati per i processi di sanificazione nella filiera lattiero-casearia ma un’applicazione scorretta può lasciare residui nel prodotto finale;
- i prodotti potenzialmente coinvolti: il latte, il burro, il latte in polvere;
- il problema: la mancanza di risciacquo adeguato o eccesso di sanificanti può causare contaminazione del latte con sostanze come clorito, clorato, perclorato, triclorometano (cloroformio), cianurato e clorexidina;
- le conseguenze: questi residui possono costituire un rischio tossicologico, alterare i processi produttivi, compromettere la qualità sensoriale dei prodotti lattiero-caseari.
La pubblicazione mette anche in relazione gli agenti sanificanti e, in funzione del loro contesto di utilizzo, i possibili residui e relative sostanze derivate che si possono ritrovare nei prodotti lattiero-caseari.
L’obiettivo di IDF è quello di sensibilizzare gli operatori del settore e promuovere buone pratiche igieniche, efficaci nel controllo microbiologico ma sicure per la salute e la qualità del latte garantendo l’assenza di contaminanti chimici indesiderati nel latte.
Si rimanda per gli elementi di dettaglio all’articolo (vedi)

