In Italia è stato presentato e si trova in fase di standstill presso la Commissione europea un disegno di legge (DDL 413) che introduce nuove e importanti regole in materia di produzione e vendita del pane: durante questo periodo, l’UE e gli altri Stati membri valuteranno la compatibilità della norma con il mercato unico. Se non ci saranno osservazioni, l’Italia potrà procedere all’approvazione finale.
Il Disegno di Legge 413 introduce una disciplina organica sulla produzione e vendita del pane con l’obiettivo di:
- garantire una corretta informazione ai consumatori,
- valorizzare il pane fresco italiano come patrimonio culturale, alimentare e produttivo.
Si riportano di seguito alcuni punti salienti:
- Definizioni:
- “Pane fresco”: processo produttivo continuo senza congelamento o trattamenti conservanti (eccetto tecniche per rallentare la lievitazione, senza additivi), massimo 72 ore dall’inizio lavorazione alla vendita.
- “Pane di pasta madre” : solo con pasta madre, senza altri lieviti.
- “Pane con pasta madre”: pasta madre + altri lieviti.
- Divieti: uso di diciture come “di giornata”, “appena sfornato”, “pane caldo” se non rispondenti alla definizione di pane fresco.
- Etichettatura: obblighi stringenti per pane parzialmente cotto, surgelato o a lunga conservazione, con indicazioni chiare su metodo di conservazione, eventuale cottura aggiuntiva e ingredienti.
- Tipologie: classificazione in base al tipo di farina (00, 0, 1, 2, integrale, semola, semolato).
- Ingredienti ammessi: elenco di sostanze aggiuntive consentite (malto, enzimi naturali, farine pregelatinizzate, glutine, zuccheri, ecc.) con percentuali minime per alcune categorie.
- Pane tradizionale: riconoscimento per pani DOP, IGP o inseriti negli elenchi dei prodotti agroalimentari tradizionali regionali.
- Made in Italy 100%: possibile solo se materie prime e produzione sono interamente italiane.
- Modalità di vendita: pane fresco separato da quello ottenuto da prodotti intermedi, obbligo di scaffali e comparti distinti, trasporto in contenitori protetti.
- Controlli e sanzioni: multe da 500 € a 3.000 €, sospensione attività fino a 20 giorni per infrazioni gravi o reiterate.

