È stato pubblicato su Science Direct un articolo in merito ad una ricerca scientifica dal titolo Migrazione di additivi plastici dagli imballaggi al pesce durante la conservazione: fattori influenzanti e valutazione dell’esposizione umana.
Scopo della ricerca era quello di valutare la migrazione nel pesce di quattro classi di sostanze presenti nei materiali a contatto con gli alimenti:
- Ftalati (PAEs)
- Plastificanti alternativi ai ftalati (NPPs)
- Esteri organofosforici (OPEs)
- Bisfenoli (BPs, incluso BPA)
in condizioni realistiche di conservazione domestica:
- Refrigerazione (+4 °C per 48 ore)
- Congelamento (-18 °C per 30 giorni)
I pesci analizzati sono stati:
- Salmone (alto contenuto lipidico)
- Tonno
- Nasello (hake, basso contenuto lipidico)
Gli imballaggi considerati sono stati:
- Vaschetta in polistirene
- Vaschetta compostabile a base cellulosica
- Sacchetto in polietilene
- Film estensibile in PE
Tutti gli imballaggi contenevano additivi plastici, sono stati rilevati 34 composti su 49 analizzati.
I contaminanti più frequenti sono risultati:
- Ftalati
- Plastificanti alternativi
- Bisfenoli (in particolare BPA)
Lo studio ha evidenziato che:
- gli additivi plastici migrano dagli imballaggi al pesce;
- la migrazione avviene anche durante il congelamento;
- il tempo di conservazione, il tipo di confezione e le caratteristiche del pesce influenzano fortemente il fenomeno;
- i materiali compostabili non garantiscono automaticamente una minore contaminazione chimica;
- BPA e bisfenoli rappresentano oggi i contaminanti di maggiore preoccupazione tossicologica
Si riporta il link per accedere alla lettura completa dell’articolo.

