Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) ha prorogato per tutto il 2026 il regime sperimentale italiano che impone l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta per alcuni prodotti alimentari (vedi il Decreto del 26 dicembre 2025)
La misura, introdotta per la prima volta nel 2001 per la pasta e poi estesa ad altri alimenti, resterà in vigore finché non si concluderà la revisione del Regolamento (UE) n. 1169/2011 sulle informazioni alimentari ai consumatori.
La proroga riguarda il riso, il grano duro per paste di semola di grano duro, il pomodoro, tutti i tipi di latte, i prodotti lattiero-caseari preimballati e diverse categorie di carni suine trasformate (macinate, preparazioni e prodotti trasformati).
L’obbligo di indicare il Paese di origine della materia prima è un’iniziativa nazionale che si inserisce nel più ampio dibattito europeo su sicurezza e qualità alimentare e l’Italia sostiene questa misura per valorizzare il Made in Italy agroalimentare, garantire maggiore trasparenza ai consumatori, contrastare la contraffazione e tutelare le filiere produttive nazionali.

